TRAVEL JOURNAL diario di viaggio...


MAROCCO - TAFRAOUT
La Mecca dell'arrampicata "trade"

maggio 2014

L’itinerario: Marrakech - Tafraout

Arrivati a Marrakech, dopo una breve puntata nella valle degli Ait Bougmez (200 km a est), selvaggia e fuori dalle rotte turistiche, per visitare alcune famiglie di pastori che avevamo fotografato anni prima, puntiamo a sud.
La nostra meta è Tafraout, la mecca dell'arrampicata "trade", dove ci troviamo con un guppo di climber romani e non solo. La cittadina si trova ai limiti meridionali dell'Atlante, al confine col deserto, e funziona da campo base con i suoi piccoli hotel e ristoranti molto economici.
Universo di quarzite imprevedibile, spesso fragile, ma in alcuni casi sorprendentemente compatta, con un'isola di blocchi di granito che sembra un giardino zen, a pochi passi dall'oasi. L'intera area, che comprende montagne anche di 1000 metri di dislivello, è stata scoperta e valorizzata da climber anglosassoni, i quali hanno scritto pagine e pagine di relazioni di ascensioni che in realtà sono solo un suggerimento, perché qui, la filosofia, è quella di non lasciare alcuna traccia di passaggio.

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EGITTO - Gilf Kebir
attraverso il grande mare di sabbia

dicembre 2010

L’itinerario: Cairo-Bahariya-Deserto Bianco-Gilf Kebir-Aqaba pass-Grotta Mistikawi-wadi Hamra-Silica Glass-Grande Mare di Sabbia.

Attraverso le distese del grande mare di sabbia, senza piste, senza acqua, fino ai monti sperduti del Gilf Kebir sul confine occidentale, famosi per le grotte dipinte in epoca preistorica. L'ultima scoperta, nel 2002 di Foggini-Mistikawi, presenta oltre cento impronte di mani ocra impresse dagli antichi cacciatori del Sahara. L'itinerario ripercorre le avventurose esplorazioni compiute negli anni '30 dalla spia ungherese László Almázy (da cui è tratto il film “il paziente inglese”) e dal Longe Range Desert Group, la formidabile squadra inglese che durante la seconda guerra mondiale ostacolava, dal deserto, l'avanzata dei tedeschi. Per il viaggiatore è soprattutto un susseguirsi di paesaggi eccezionali, brani di storia abbandonati sulla sabbia, labirinti di torri bianche, attraverso la magia delle dune e dei suoi tramonti.

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CANADA
12 luglio- 6 agosto 2009

L’itinerario: Portland - Vancouver - Squamish - Vancouver Island - Traversata  Queen Charlotte Strait - Bella Coola - Jasper, Banff, Yoho National Park - Bagaboo Mountains - Portland Vancouver.

Prima di attraversare il mare, una visita alla città e qualche giorno di arrampicata a Squamish: diedri, fessure e placche (lunghezza: 200-300 metri da attrezzare con dadi e friend). Tanto per provare… (Belle pareti, facili da raggiungere).
Le località più affascinanti dell’isola di Vancouver sono a nord: il pittoresco porticciuolo di Ucluelet (con delizioso campeggio) e i villaggi di pescatori  sul versante orientale dell’isola che si raggiungono per strade bianche in mezzo alle foreste. Gente ospitale. Se si chiacciera coi pescatori, spesso si riceve in cambio un salmone appena pescato.
Squamish. E’ qui (direzione Zeballos) che ci siamo avventurati  alla ricerca di una parete da scalare (le placche di Wapiti) dove si trovano alcune “vie” attrezzate a spit di cui avevamo letto una relazione su internet.
Avremmo dovuto dare retta ai segni premonitori che ci avevano preceduto, ma non l’abbiamo fatto. Due ore di marcia dentro una foresta sempre più fitta, che avrebbe richiesto l’uso del macete, lungo una strada di boscaioli ormai abbandonata. Con l’inquietudine di un incontro ravvicinato con l’orso di cui erano visibili i segni dell’imminente presenza. Nella vegetazione potevamo trovarcelo a pochi centimetri di distanza senza vederlo, se non fosse per il baccano che facevamo appositamente. La parete restava lontana, il posto meraviglioso, ma l’ultima parte del sentiero, impraticabile, ci ha respinto.

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PERU’ 
a piedi e in fuoristrada attraverso le Ande

giugno 2008

L’itinerario: Lima - Huancayo (valle del rio Cañete) - Huancavelica - Ayacucho - Andahuaylas - Abancay - Mollepata - trekking del Salkantay -  Machu Picchu - Cusco.


1° settimana: con un gruppo di amici, una cavalcata in fuoristrada per gli altopiani selvaggi della cordigliera, assolutamente fuori (per ora…) dagli itinerari turistici. Abbiamo percorso i fianchi delle montagne su sterrati vertiginosi, traversato favolose valli terrazzate , seguito il corso di fiumi impetuosi e riposato sulla riva di limpide lagune. Terre d’alta quota, greggi di lama al pascolo, cuscini verdi di muschi pungenti e ambienti ricchi di minerali pennellati da strisce ocra. Un gigantesco mosaico di paesaggi, frequentati dall’uomo fino ad altezze inimmaginabili. Anche nei luoghi più sperduti s’incontra un contadino, una casa, un cavaliere col poncho che cavalca solitario nella puna, sotto il sole o sotto la neve. Poi, all’improvviso, compare una città con la sua Plaza des Armas bianca, in stile coloniale, dove ordinare in una locanda un “caldo (brodo) di Gallina” o un “arroz (riso) con pollo. E’ la strada che porta la vita ovunque.

 

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